Fugacità

Filtrando negligenze e inverni lunghi
percorsi di una goccia sopra un vetro
per l’attimo si vive la sua gloria
appare come eterna e poi scompare
e dal vento nel tempo risucchiata
e dal calore ormai richiamata a sé.

Annunci

“Quartiere Giardino”: si passi all’azione

 

Sarà un giardino di nome e di fatto e tutti veramente ce lo auguriamo. 580 mila euro per dotare il quartiere “Giardino”di Pontetetto di acquedotti e fognature, questo l’annuncio di questi giorni di Sindaco e Assessore all’Ambiente.
Il “Giardino” è un luogo di storia, di esperienze, di vissuto, un luogo vero, denso di sguardi e caratteri, una piccola comunità che merita attenzione e, come microcosmo complesso, investimenti non solo economici. L’adozione del piano di recupero e la proposta di “Contratto di Quartiere II” (DM 21/11/2003) venne deliberata nel luglio del 2004 (delib. 75 del 22 luglio 2004). La definitiva approvazione del Piano di recupero in Variante al Regolamento Urbanistico è datata invece ottobre 2005 (delib. 60 del 20 ottobre 2005). Gli abitanti del Giardino si ricorderanno bene le riunioni fatte alla Circoscrizione 7, insieme al dottor Pecchia di ERP, durante la caldissima estate del 2006 in preparazione all’inizio dei lavori che avrebbero comportato inevitabili disagi e decisioni logistiche importanti vista la complessità dell’operazione e visto anche che alcuni edifici sarebbero stati demoliti. Un sacrificio, fu detto, in vista di un enorme salto di qualità di tutta l’area.
Il 7 marzo del 2008 il subentrato Sindaco Favilla annunciò che di lì ad un mese il cantiere sarebbe stato aperto nel rispetto del cronoprogramma. Si tratta del risanamento e ammodernamento di un intero quartiere compresa la regimazione idraulica della zona e la messa in sicurezza idrogeologica. Il taglio del nastro del nuovo Quartiere Giardino non è ancora avvenuto. Nel frattempo, visto che è doveroso da parte di un amministratore annunciare finanziamenti importanti e ancor più doveroso far seguire fatti concreti a quegli annunci, vorremmo segnalare che, in attesa del futuro, in quel quartiere persistono diverse tipologie di problemi. Alcuni complessi, di carattere più sociale, credo necessitino di un intervento a largo raggio e non improvvisato, a lunga gittata, monitorato con attenzione e sensibilità; altre problematiche, come avemmo modo di dire, insieme anche al presidente della Circoscrizione Bracciali, all’ex assessore ai lavori pubblici, di più facile risoluzione, con l’investimento di risorse minime. Faccio solo alcuni esempi: perché solo una piccolissima parte di quartiere deve avere l’illuminazione pubblica? Come è possibile che un quartiere di tale tipologia non sia illuminato di notte? Ci sono diverse persone anziane e certamente eventuali problemi di sicurezza sono incentivati da questa mancanza. Alla fine qualcuno potrebbe pensare che ci fossero residenti “privilegiati” ed altri al buio! La manutenzione inoltre non esiste, la pulizia delle fosse, lo sfalcio dell’erba e la disinfestazione non vengono effettuati tanto che questa estate è finita all’ospedale una ragazza perché punta da “oggetti non identificati”, così come del tutto trascurato (ma questa è prassi per la città visto che la stessa villa Bottini, luogo di eventi, non è accessibile ai disabili) è l’aspetto delle barriere architettoniche: abitano lì diverse persone con problemi di deambulazione, vogliamo provare a semplificargli la vita? Da anni si battono complesse questioni interne al quartiere, ma forse come amministrazione mai si è voluta trovare una soluzione, perché si sa, l’elaborazione di strategie risolutive richiede inevitabilmente scelte e prese di posizione. Chiediamo che, al di là degli annunci, si passi all’azione, a cominciare dai piccoli problemi quotidiani.

Regole certe per il trasporto pubblico

Non ci saranno i tagli annunciati al trasporto pubblico locale. Al diffondersi della notizia che, dal prossimo 5 dicembre, sarebbero state soppresse diverse corse della linea urbana molti cittadini e anche gli autisti, si erano giustamente mobilitati con la raccolta di firme, con interventi sulla stampa ecc.
Il trasporto pubblico locale è fondamentale per molti cittadini. Pensiamo agli anziani, ma non solo. Pensiamo a parole come ‘vivibilità’, o qualità della vita, completamente svuotate di senso, visto che ‘fare cassa’ tagliando i fondi agli enti locali è come tagliare la radice che dovrebbe dare linfa, e quindi senso, ad un nuovo modo di pensare, vivere, programmare la città. E certo ‘potare’ il trasporto pubblico ed in contemporanea stabilire il blocco del traffico avrebbe generato un mastodontico non-sense difficile da spiegare, tra l’altro, a pochi mesi dal voto.

E quindi il nostro Sindaco è stato buono e premuroso: con 70 mila euro per sei mesi il problema è rimandato… vocabolo certo tra i più gettonati nel Dizionario Favilla.
Sappiamo invece che è proprio questo atteggiamento del “rimando” che ha reso la città assai carente dal punto di vista infrastrutturale, di mobilità e sicurezza stradale.
Quindi, bene per noi cittadini se i tagli alle corse dei mezzi pubblici non saranno fatti, ma penso che il pensiero debba andare più in là. Al perché quei tagli dovevano essere fatti, anzi dovranno, visto che il tutto è solo rinviato. Nel frattempo cosa ha fatto il Comune per migliorare e razionalizzare il trasposto pubblico: ricordo Commissioni, riunioni, annunci, e poi? La scorsa primavera non è stato avviato il nuovo piano del trasporto urbano perché, dichiara il Sindaco, ‘non eravamo pronti con le opere strutturali necessarie’ Eddai! Ma come al solito, il refrain del politico lucchese in difficoltà è sempre lo stesso: la colpa è della Regione.
I cosiddetti ‘tagli lineari’ ai servizi pubblici adottati dal governo Berlusconi entrano a gamba tesa nella vita quotidiana di molte persone, dei più. Ce ne eravamo accorti?
Enrico Rossi, presidente di quella Regione che molti nel centro destra hanno contribuito a descrivere come matrigna brutta, cattiva e ostile a Lucca, alla lucchesità e a tutti i suoi paesi, presentando il Bilancio ha dichiarato che il taglio dei fondi che la Regione subirà nel 2012 sarà ‘catastrofico’, “tale da incidere notevolmente sull’entità e la qualità dei servizi ai cittadini.”
Una falciata indiscriminata alle risorse ha messo in crisi i bilanci dei Comuni, ma anche delle Provincie e delle Regioni. Lo stesso Sindaco durante un recente Consiglio comunale ebbe a dire che il ‘Comune ha avuto un taglio di 3 milioni dal Governo’. Appunto! Un governo sostenuto fino all’autodecomposizione.
Allora vediamo, informiamoci e cerchiamo di ricostruire, con correttezza, il puzzle.
I tagli del governo: 360 milioni in meno nel 2011 e 405 nel 2012 si legge in un comunicato, appunto, della Regione. I tagli operati dal Governo sul bilancio della Regione Toscana hanno eliminato del tutto trasferimenti che andavano a finanziare: incentivi alle imprese, politiche sociali, politiche giovanili e del lavoro, agricoltura, viabilità, ambiente, edilizia agevolata, diritto allo studio. Il taglio maggiore è stato operato proprio al trasporto pubblico locale, per il quale la decurtazione dei trasferimenti nel 2011 è stata di circa 130 milioni di euro su meno di 220. Inoltre non è stato onorato l’accordo con le regioni del 16 dicembre 2010. Rispetto ai 1.182 milioni che il Governo si era impegnato a reintegrare, ad oggi, sono stati restituiti solo 400 milioni, da ripartirsi fra le Regioni, in pratica il Governo avrebbe dovuto restituire alla Toscana i 100 milioni che attualmente, invece, mancano. Insomma, negli ultimi due anni i fondi per gli autobus sono diminuiti del 120%.
A causa dei tagli inflitti dal creativo Tremonti, con manovre inique e penalizzanti per i “soliti”, le prospettive per il 2012 sono ancora peggiori, a partire proprio dal trasporto pubblico.
Proprio da questa situazione di regole incerte e risorse zero nasce l’idea della gara unica di ambito regionale che dovrebbe dare stabilità al settore. Quindi una sola azienda gestore del servizio, come dice l’assessore regionale “un solo consiglio di amministrazione, un solo biglietto, una sola tariffa per tutto il territorio toscano, ma soprattutto costi standard definiti e certi”. Su questa stanno lavorando nelle varie Province le Conferenze dei servizi che raccolgono gli enti locali, gli enti più vicini al cittadino e più consapevoli delle effettive necessità del territorio. Sarebbe  importate che la gara per l’assegnazione del servizio venisse effettuata in modo da “ottenere le massime economie di scala e la massima capacità di controllo del servizio erogato da parte delle pubbliche amministrazioni, separando decisamente chi programma e regola il servizio da chi detiene le azioni delle aziende di trasporto pubblico”. Non è obbligatorio aderire alla gara, ma certo chi non parteciperà non potrà accedere ai finanziamenti regionali.
A Lucca che facciamo? Qualsiasi decisione venga presa che sia ponderata e responsabile e se qualcuno sbaglierà (speriamo di no)  che dica ‘ho sbagliato’ e non rigetti sempre la responsabilità sull’altro. Da bambini politici diventiamo almeno, se non adulti, adolescenti. Proviamoci come comunità! E allora Lucca faccia la sua parte, accantonando quel lamentoso modo di fare e di porsi che ha fatto ormai il proprio tempo, che rischia di relegarci ancora di più in un triste e oscuro cantone, sulla difensiva; non ce lo possiamo più permettere. Proviamo a giocare “all’attacco”‘ con regole certe e chiare, come farebbe un buon lucchese.

 

Lago Aldo Moro, San Concordio

Pochi mesi fa avevo segnalato lo stesso problema all’assessore competente.
Purtroppo dopo il “valzerone” degli assessori, delle loro deleghe, dei consiglieri usciti ed entrati in Consiglio comunale cui abbiamo dovuto assistere e durato più di una stagione, se l’assessore è cambiato il problema rimane esattamente lo stesso.
Identico scenario: piazzale Aldo Moro, dove sono presenti tutte le scuole dal nido alle Medie e dove ogni mattina tantissime persone si trovano a transitare per portare a scuola i bambini.
Identico problema: il lago che si viene a creare nella piazza ogni volta che piove. Soprattutto davanti all’ingresso alle elementari.
Possibile non riuscire a risolverlo?
Possibile che nella nostra città per accedere ad un edificio scolastico si debba attraversare un fossato più ampio di quello che circondava un tempo le città fortificate? Mancano solo i coccodrilli o l’olio bollente!
L’ex assessore ci assicurò che avrebbe provveduto, con le risorse disponibili, a risolvere il problema. Evidentemente, visto che non dubito nemmeno per un attimo che il problema non sia stato preso in considerazione, le risorse disponibili non erano sufficienti. E allora vogliamo dire che non è pensabile risparmiare su queste cose? Rischiamo di diventare noiosi, ma un’amministrazione attenta e sensibile verso chi si trova ad amministrare dovrebbe risolvere subito quelli che chiamiamo le fondamentali, l’abc del quotidiano. Queste problematiche più o meno gravi, più o meno importanti non dovrebbero sussistere!
Invitiamo di nuovo gli assessori in carica in questo periodo a prendere provvedimenti.Piazzale Aldo Moro, San Concordio, Lucca

Storie di ordinario degrado

Oltre al centro storico, che merita tutta l’attenzione, la cura e quindi tutte le risorse possibili, c’è l’immediata periferia. Questa, insieme alla periferia vera e propria, alle frazioni, ai paesi viene ricordata soltanto nei periodi pre-elettorali. In quei momenti ‘caldi’ si azzardano grandi promesse, accattivanti progetti di riqualificazione, piani-pilota e via dicendo, poi inevitabilmente il niente o quasi.
Cosicché nei lunghi periodi di ‘tempo ordinario’ ci imbattiamo spesso in situazioni come quelle dell’immagine allegata. Erba alta, fossi maleodoranti contenenti di tutto oltre alla melma… e poi si investono risorse per la campagna contro la zanzara tigre.

Marciapiedi semi impraticabili con fondo sconnesso e spesso con le siepi incolte (ci sarebbe un’ordinanza?) che impediscono il passaggio. La solita cronica mancanza di manutenzione, programmazione, coordinamento. La buona amministrazione si valuta anche da questo, dall’abc della vita di ogni giorno.

Questi lunghi anni caratterizzati dal cemento (adesso lo dicono davvero tutti, alcuni anni fa eravamo in meno, ma ahimè è troppo tardi) senza oltretutto interventi a servizio degli abitanti hanno aumentato il degrado di molte aree.
Almeno qualche anno fa c’era la speranza di veder aumentati i servizi, adesso le entrate degli oneri di urbanizzazione sono evaporati senza lasciare traccia di miglioramento e hanno lasciato intorno a noi piccole, medie e grandi caserme dormitorio.
In questa area, purtroppo sede alcuni mesi fa di un’incidente mortale, il traffico è altissimo, molto spesso i mezzi pesanti sono costretti a parcheggiare sulla carreggiata perché alcuni esercizi hanno poca o nessuna area di sosta a disposizione. Parte del quartiere e non solo aspettava il tanto sbandierato parcheggio scambiatore detto ‘Uba Uba’ e invece nulla o meglio, il caos, un’aria irrespirabile e un rumore assordante.

Nero bitume su bianco marmo e grigia pietra

Ebbi modo di lamentarmi perché in una centrale strada del centro storico alcuni mesi fa al posto di una nuova lastra di pietra era stato colato del nero bitume.
Sciocchezze di fronte alle colatine di piazza San Michele in Foro! E certo, stiamo a guardare queste pagliuzze di fronte alle travi che quotidianamente il mondo è costretto a subire, dirà qualcuno. Un po’ come per l’erba di campo più famosa in questi ultimi anni, quella del campo ex-Balilla. Sì, stiamo a guardare e a lamentarci e un po’ anche ad irritarsi di fronte o oscenità simili in ambito di arredo urbano.
Possibile trattare la piazza San Michele come una qualsiasi strada di periferia?
Il problema della pavimentazione, del suo degrado, accentuato anche dal continuo montaggio e smontaggio dei banchi dei vari mercatini si protrae da anni. Da anni varie proposte da più fronti si sono alternate, da anni pero ai discorsi, ai dibattiti non è seguita una DECISIONE adeguata all’altezza della città che abbiamo l’onore di abitare.
Che sia quella attuale la soluzione? Ma sì, bitume a go-go e chissenefrega!
A forza di rimandi siamo arrivati ad oggi: per una giusta necessità, evitare incidenti dei pedoni (ci mancherebbe) si butta nero bitume laddove gli avvallamenti sono più evidenti. Manca di stendere i panni sotto Palazzo Pretorio nelle giornate di pioggia o altre stranezze. Forse, anche l’emergenza, poteva essere risolta in modo più dignitoso, più rispettoso verso la città, o no?

Via Teresa Bandettini è pericolosa

Via Teresa Bandettini (poetessa lucchese), a pochi metri dal centro storico, una strada frequentatissima. Tir, autoarticolati, pullman, auto, moto, biciclette, pedoni… Oltretutto in una traversa, in via Francesconi al numero 20, si trova la succursale dell’Istituto professionale  Sandro Pertini di via Cavour cosicché molti ragazzi, loro malgrado, si trovano, a passare da qui.
Una strada di quartiere che è divenuta una delle maggiori arterie di traffico est-ovest della città. In alcuni tratti, soprattutto nei pressi dell’incrocio con il viale San Concordio, è così stretta che se per caso una bici si trova a transitare verso il viale Europa le auto sono costrette ad incolonnarsi dietro creando a situazione di pericolo.
Una strada con alcuni tratti di marciapiede distrutti e pericolosi, con altri tratti addirittura senza marciapiede. Spesso poi le auto parcheggiano su quei pochi marciapiedi che ci sono cosicché i pedoni devono occupare completamente la carreggiata… Di piste ciclabili neanche a parlarne… Insomma, le strade pericolose della nostra città sono, purtroppo, ancora molte.

La via, insieme ad altre strade del quartiere, doveva essere oggetto di una riqualificazione più volte annuciata, ma, appunto, al momento, dopo 3 anni, ancora soltanto annunciata. Del resto se pensiamo che, a pochi metri da lì, il seminuovo sottopasso, è totalmente inaccessibile per i disabili, ma anche da tanti anziani, facciamo presto a misurare la sensibilità di chi tenta di amministrare la città.
E poi facciamo tanti proclami sulle barriere architettoniche: questo è una barriera architettonica per eccellenza, ma la cosa grave è che è stata costruita pochi anni fa (non è un manufatto medievale!) senza recepire nessun tipo di suggerimento di buon senso che veniva dai cittadini. Un’opera insomma che ha letteralmente creato ua cesura verso il centro storico per moltissimi cittadini.
Tante, troppe volte sono stati chiesti piccoli accorgimenti per cercare di migliorare la percorribilità del tratto: corrimano soprattutto dove ci sono le scalette, discesine di collegamento tra stada e marciapiede per carrozzine o passeggini… ma per il momento ancora nulla. Poche centinaia di metri verso est e troviamo l’altro varco al cenro storico dal quartiere: la passerella di piazzetta V. Civitali… quella sì che è tenuta bene! A ridosso di Porta San Pietro un’altra barrierona in ghisa (la ghisa lavorata un giorno nelle Officine Lenzi lì a pochi metri) lasciata completamente all’incuria del tempo, così come il ‘Cavallo’, monumeto ai Caduti per la patria, del 1930-31 di Alfredo Angeloni…”.